mercoledì 7 agosto 2013

L'importanza dell'integrazione edile nel risparmio energetico

E’ ormai ufficiale la nuova edilizia cambia i materiali ed ecco che diventano principali componenti architettoniche anche quelle parti peculiari atte a produrre energia ma anche a far risparmiare energia. Una scelta importante per l’ambiente ma spesso un grosso peso per le tasche di chi deve costruire o ristrutturare abitazioni e palazzi, infatti nonostante tutto l’edilizia integrata nel nostro Paese è comunque costosa.


Con le nuove tecniche di costruzione l’edilizia non è solo passiva ma sopratutto attiva grazie ai nuovi materiali, la generazione fotovoltaica integrata negli edifici è diventato ormai un must oltre che essere anche obbligatoria, in ogni caso è sempre bene ricordare che alcuni elementi rientrano nei bonus fiscali e degli incentivi ancora in corso in particolare per chi intende rinnovare finestre e coperture.


Intanto un buon modo di integrare le costruzioni passa attraverso l’uso delle celle fotovoltaiche al silicio, quelle classiche che comunque sono resistenti e durature, se poi si vuole essere innovativi esistono anche le celle fotovoltaiche flessibili che a quanto pare avrebbero una resa migliore e sarebbero più soddisfacenti sotto il profilo architettonico.


Un elemento edile importante per chi deve edificare una struttura nuova o cambiare e rinnovare la copertura sono certamente i coppi fotovoltaici che possono supplire i pannelli fotovoltaici sul tetto generando una buona dose di energia rinnovabile e non turbano la skyline. La soluzione dei coppi fotovoltaici è scelta in genere nei centri storici o in edifici che hanno un certo interesse architettonico o storico.


Certamente molte sono le soluzione che possono essere studiate con ingegneri, architetti e geometri esperti nel settore anche perchè risulta importante tener presente che nonostante i costi non certo favorevoli le migliorie energetiche degli edifici sono un investimento economico di notevole importanza, in qualche anno infatti, specie in alcune zone di Italia si ammortizzeranno benissimo tutti i soldi spesi e si potrebbe persino arrivare alla completa autosufficienza energetica.



L'importanza dell'integrazione edile nel risparmio energetico

martedì 6 agosto 2013

Dall'inventiva italiana un generatore fotovoltaico portatile

Anche in Italia la ricerca nel settore fotovoltaico fa passi da gigante, non poche sono le piccole aziende made in Italy che cercano di migliorare le potenzialità già infinite dell’energia rinnovabile.


Nasce così in provincia di Siena, ad Asciano, Uolly 1, un sistema perfetto per produrre energia da fonte rinnovabile con apparecchiatura portatile.


Una ottima idea che potrebbe essere un buon supporto a energia rinnovabile solare per quelle attività lavorative che richiedono continuità elettrica anche in movimento, bancarelle, chioschi e così via.


Non solo, Uolly  può essere utilizzato bene anche  in negozi e cantieri edili  e perchè no anche dal privato.


Non di rado si posseggono case in campagna o al mare e anche case coloniche dove l’elettricità arriva male ed è persino sconveniente con Uolly invece si può autoprodurre l’energia elettrica in modo molto semplice.


I creatori di Uolly hanno dichiarato che “Il generatore fotovoltaico è un sistema mobile che genera corrente alternata a 220 V fino a 2000 w di potenza- spiegano dalla cooperativa- Il generatore fotovoltaico è costituito da un involucro esterno in alluminio che racchiude due batterie da 100Ah, un regolatore di carica, un inverter da 1000w (2000W) per la conversione da corrente continua ad alternata, una presa di corrente esterna, interruttore stacca batteria e fusibile di protezione. E’ presente anche un pannello fotovoltaico da 250w disposto sul coperchio del generatore”


Si tratta di un piccolo generatore portatile molto utile che può funzionare anche in assenza di sole. Insomma una piccola idea del made in Italy veramente importante e rivoluzionario.



Dall'inventiva italiana un generatore fotovoltaico portatile

lunedì 5 agosto 2013

Nuovo climatizzatore? Segui i consigli del WWF. Risparmia e rispetta l'ambiente

Il caldo è arrivato e nonostante le previsioni di noti esperti meteo che vedevano i valori del caldo estivo inferiori alla media tanto da lanciare l’allarme de “l’anno senza estate” non è così. Il caldo si fa sentire in modo potente in tutto lo stivale. Da nord a sud le temperature sono altissime ed ovunque è un proliferare di pompe di calore. Chi non ha l’appartamento o l’ufficio climatizzato ha la necessità di acquistare una pompa di calore ed allora ci si trova dinnanzi al dubbio quale sarà la migliore? Quale sarà quella che non inquina o comunque che inquina meno? L’ambiente come verrà rispettato? 


Tutte domande che al giorno d’oggi sono importanti da farsi anche perchè più il climatizzatore rispetta l’ambiente meno incide sulla bolletta energetica. Lo sapevi? Più la pompa è contemporanea meglio è, dunque se la tua climatizzazione è obsoleta sicuramente meglio comprarne una nuova e rinnovare l’impianto.


Il WWF nota associazione ambientalista a tal riguardo ha stilato uno studio ed ha pubblicato i dati delle migliori e più ecologiche pompe di calore presenti in commercio.


Lo studio, presente online sul sito EuroTopTen consiglia l’acquisto intelligente degli elettrodomestici, la graduatoria è stilata in base al programma Intelligent Energy for Europe della Commissione europea.


Se nel sito si possono osservare tanti elettrodomestici, parlando di climatizzazione  è chiaro che si deve puntare su una classe energetica alta, meglio se  A+++. .


Ecco i consigli del WWF così come presenti nel sito EuroTopTen





  • Mitsubishi MSZ-FH25VE – La classe energetica è A+++ sia per il raffreddamento che per il riscaldamento. Ha una rumorosità esterna di 60 db e interna di 58 db. Il consumo energetico di raffreddamento è di 96 kWh, quello di riscaldamento pari a 810 kWh. I costi elettrici di raffreddamento in 10 anni, calcolati con valore indicativo di 0,18 euro al kWh, sono quindi pari a 864 euro. Il prezzo indicativo del climatizzatore è di 950 euro.






  • Mitsubishi MSZ-FH25VE apparecchio interno, MSZ-FH25VEZ apparecchio esterno – La classe energetica è A+++ per il raffreddamento, A++ per il riscaldamento. Rispetto al modello precedente, ha performance inferiori per quanto riguarda il riscaldamento: l’indice di efficienza è di 4,9 rispetto ai 5,1 del modello precedente. I costi elettrici di raffreddamento in 10 anni sono maggiori, pari a 1.242 euro.Il prezzo indicativo dell’apparecchio non è riportato dal sito.






  • LG H09AK – Classe A+++ per il raffreddamento, classe A+++ per il riscaldamento. Il consumo energetico di raffreddamento è di 99 kWh, quello di riscaldamento pari a 849 kWh. Anche per questo modello i costi elettrici di raffreddamento in dieci anni ammonatno a 1242 euro. Il prezzo indicativo dell’apparecchio è pari a 1.000 euro.






Nuovo climatizzatore? Segui i consigli del WWF. Risparmia e rispetta l'ambiente

venerdì 2 agosto 2013

Nuove batterie fotovoltaiche a film ipersottile di vetro

La ricerca e la tecnica quotidianamente regalano nuove prospettive all’energia del sole. Nascono nuove batterie che sembrano essere in grado di stoccare una notevole quantità di energia.


Vetri super sottili innovativi riescono a raccogliere molta energia solare e, attraverso ad un particolare sistema studiato dalla Penn State University, si riesce a stoccare una dose massiccia di energia. Il tutto grazie ad un film fotovoltaico su vetro super sottile. Queste batterie possono trovare una utile applicazione anche in campo automobilistico.


Batterie di questo genere oltre ad essere completamente ecologiche possono essere molto valide perchè la nuova energia accumulata potrebbe rendere le vetture ad energia solare più veloci.


In genere la problematica tipica delle automobili fotovoltaiche è proprio la lentezza ma anche l’impossibilità di avere un flusso costante di energia; con questa nuova batteria a vetro invece tutto si risolverebbe in facilità


I nuovi vetri creati in America misurano 10 micrometri, presentano un’elevata efficienza nel processo di carica e possono resistere a temperature fino a 180 gradi Celsius, un rotolo di film avvolgibile, formato che abbassa i costi complessivi delle operazioni, i ricercatori hanno ricoperto il vetro con polimeri ad alta temperatura che aumentano la densità energetica di 2,25 volte rispetto al vetro non trattato. Si tratta comunque di una piccola rivoluzione tecnologica da tenere sotto osservazione



Nuove batterie fotovoltaiche a film ipersottile di vetro

mercoledì 31 luglio 2013

Elettrodomestici in stand by? No grazie io rispetto l'ambiente

Hai mai pensato che in casa ci sia un grosso dispendio di energia elettrica consapevole? Forse no. Quando spegni tutti i punti luce ed è buio non è difficile notare una marea di lucine luminescenti rosse, verdi e talvolta blu, non sei il primo e nemmeno l’ultimo che le usa per orientarsi in casa. Sapevi però che fanno aumentare tantissimo la tua bolletta elettrica? Forse no.


Ecco come risparmiare con una idea semplice da mettere in pratica: ogni elettrodomestico lasciato in stand by consuma e non poco.


E’ credenza generale ritenere che un elettrodomestico in stand by non consumi ed allora è uso comune lasciare pc, tv e quanto altro perennemente pronti all’uso, in stand by.


E’ meglio però spegnere tutto. Infatti è stato dimostrato da un un recente studio che un apparecchio elettronico lasciato in stand by consuma circa 50 Twh in un anno e se si pensa che un Twh, o terawatt-ora, corrisponde a mille Mwh, o megawatt-ora ci si rende conto quanto effettivamente è dispendiosa la lucina dei nostri apparecchi: il costo in bolletta potrebbe raggiungere o superare i 250 euro annuali. Spegnendo l’apparecchiatura risparmiamo e tanto. Lo sapevi? Probabilmente no.


Sono queste piccole norme di economia domestica che fan bene a tutti, alle tasche, all’ambiente e all’energia.


La soluzione più immediata è quella di spegnere e non lasciare l’apparecchio in stand by ma a volte la fretta è cattiva consigliera e spesso nemmeno ci si ricorda di spegnere gli apparecchi, con qualche euro si può comprare un altro apparecchio che gestisce tanti elettrodomestici insieme. Si tratta di una ciabatta a cui si possono collegare tanti altri elettrodomestici e attraverso l’apposito tasto di accensione o spegnimento la ciabatta smette di fornire corrente elettrica a tutti gli elettrodomestici collegati.


In questo modo però nessuno spreco e tanto sollievo alle tasche. Se poi vuoi strafare, il consiglio è quello di acquistare una delle innovative multi-prese elettriche intelligenti, strumentazione complessa che dopo il mancato utilizzo di un apparecchio disattiva la fornitura elettrica dell’apparecchio che viene lasciato in stand by, ad oggi esistono persino quelle programmabili. Pensaci un po’ su :)



Elettrodomestici in stand by? No grazie io rispetto l'ambiente

lunedì 29 luglio 2013

Risparmio energetico a casa: usare bene il ferro da stiro

Stirare è un’attività faticosa e dispendiosa infatti, l’utilizzo del ferro da stiro incide sull’importo finale della bolletta energetica.


Come per tutti gli elettrodomestici, è opportuno utilizzarlo con parsimonia, cercando di sfruttare al meglio le sue potenzialità.

Per ottenere un buon risparmio energetico, è consigliabile acquistare ferri da stiro innovativi, perchè questi riescono ad ottimizzare le prestazioni, sfruttando al massimo il vapore.

E’ fondamentale ricordarsi che più è alta la temperatura alla quale si regola l’apparecchio e più si innalza il consumo di energia elettrica. Se durante lo stiraggio ci si deve interrompere la tensione elettrica, è opportuno staccare la spina, onde evitare sprechi.

Per avere un buon risparmio energetico è importante che, durante il lavaggio, si preferiscano le centrifughe non eccessive che, oltre ad indebolire i tessuti, li rendono eccessivamente spiegazzati. Alcune lavatrici sono dotate di programmi di lavaggio particolari, come quelli per capi delicati, che prevedono una centrifuga poco violenta che riduce, notevolmente, la necessità di stirare.

Se si desidera utilizzare il meno possibile il ferro da stiro, bisogna stendere con precisione evitando di lasciare segni e pieghe. I capi devono essere ben sbattuti e le mollette devono essere posizionati in posti nascosti, come per esempio sulle cuciture. Le camice si stendono sulle grucce e i pantaloni si appendono al rovescio fissandoli alla vita.

Per risparmiare sull’energia elettrica è necessario ridurre le ore di utilizzo del ferro e quindi i capi da stirare. Non necessitano di stiratura i capi intimi come mutande e canotte, i panni della cucina, asciugamani, i capi di lana o di materiale sintetico, i pantaloni da palestra, i jeans, l’abbigliamento sportivo e quello che si porta in casa. Le camice che sono state stese bene, hanno necessità di una veloce rifinitura e lo stesso discorso vale per pantaloni e gonne. Le lenzuola, tranne in casi particolari, possono non essere stirate e questo vale anche per tende e tovaglie da tavola.

Prima di accendere il ferro, è opportuno selezionare la biancheria suddividendola in base al materiale e quindi al calore che possono sopportare. Per il risparmio energetico, è bene iniziare da tutto ciò che non ha bisogno di temperature troppo alte, come per esempio la seta. Quando la mole di biancheria da stirare è quasi terminata, spegniamo il ferro e proseguiamo sfruttando il calore residuo. In caso di abbigliamento particolarmente spiegazzato, è opportuno inumidirlo, utilizzando uno spruzzatore pieno di acqua oppure dell’appretto.

Un buon rendimento del ferro da stiro dipende dalla sua manutenzione; ecco perchè è opportuno rimuovere eventuali incrostazioni di calcare e tenere pulita la piastra; invece, i ferri più recenti non hanno bisogno di questi trattamenti che vengono effettuati in maniera automatica.

Inoltre, è importante accendere il ferro durante le ore nelle quali il costo dell’energia è ridotto; per saperlo, è sufficiente controllare il contratto stipulato con il fornitore di energia.



Risparmio energetico a casa: usare bene il ferro da stiro

domenica 28 luglio 2013

Il lastrico solare con impianto fotovoltaico non paga l'IMU.Ottima soluzione risparmio

Una notizia che potrebbe rincuorare tanti, se si installa un impianto fotovoltaico su un lastrico solare non si paga la tanto odiata IMU. Sì, è così, l’impianto fotovoltaico a norma di legge rientra nelle categorie fittizie dunque non passibili di tassa IMU.


Una buona soluzione dunque per chi ha a la possibilità di sfruttare il lastrico solare e risparmiare guadagnandoci pure.


La notizia la si apprende da una recentissima query posta al Mef che ha poi stilato e reso nota la risoluzione n. 8 del 22 luglio 2013.


In pratica nella risoluzione reperibile online nel sito del ministero si osserva che il lastrico non è da considerare area edificabile passibile di IMU solo però se si installa un impianto fotovoltaico, a tal riguardo esistono anche delle sentenze, tra di esse è di notevole interesse la n. 10735 dell’8 maggio 2013 della Corte di Cassazione.


La risoluzione del MEF poi viene motivata anche con un’analisi dettagliata. Il lastrico solare in media è una superficie che copre un edificio, esso può essere una terrazza, dunque non è necessario pagare una ulteriore sovrattassa. I lastrici infatti sono di per sè ed in sè parti integranti dell’edificio e concorrono già alla determinazione della rendita catastale, ma è anche da notare, secondo quanto reperito nel sito del Ministero, che “Il lastrico solare rientra nelle “categorie fittizie” (F1 = area urbana, F2 = unità collabenti, F3 = unità in corso di costruzione, F4 = unità in corso di definizione ed F5 = lastrico solare), categorie che, anche se non sono previste nel quadro generale delle categorie perché non gli viene affiancata una rendita catastale, sono state introdotte per consentire la presentazione in Catasto di unità particolari (oltre ai lastrici solari anche corti urbane, unità in via di costruzione e altre) con il Docfa.”


Dunque la norma è la medesima delle altre categorie collabenti: non si paga l’IMU.



Il lastrico solare con impianto fotovoltaico non paga l'IMU.Ottima soluzione risparmio